Quando la compagna spia nel tuo cellulare (L’arte della seduzione lesson number 10)

Posted by admin on Sep 30, 2009 in Belinate varie, Posta dei lettori |


Parto a bomba con una mail inviatami da un topolino lettore di PocaCola che vuole mantenere l’anonimato (lo chiameremo da qui in poi  semplicemente Gigipizzi). Il meschinetto mi invia una drammatica lettera carica di perchè e di percome che io per chiarezza replico qui sotto :

Esimio Ravasio Belinoni Frustalupi.

Con il mio amico e collega Sanchez ci divertiamo ad apostrofarci con nomi ed aggettivi piuttosto coloriti, tant’è che questa cosa è diventata una sorta di tormentone tra noi due. Non è raro che incrociandoci in ufficio uno dica all’altro (con una virile pacca sulla spalla)  “ciao satrapo“, ed ancora : “come va, vecchio onanista incallito ?”, oppure: “buongiorno, vecchio sodomita !”. Questa goliardica usanza si estende a volte anche agli sms e capita che Sanchez mi invii di quando in quando, gli stessi coloriti epiteti in quel modo.

La mia morosa (che è rosa dalla curiosità come molte donne) ieri, approfittando di un mio momento di lontananza, si è impossessata del mio telefonino ed ha dato un’occhiata ai miei sms. Naturalmente uno dei primi messaggi che ha visualizzato è stato quello di Sanchez che citava testualmente “ciao, vecchio sodomita”. Lei potrà immaginare il mio imbarazzo e per la mia privacy violata e per il mio tentativo di spiegare che tale messaggio arrivasse da un mio amico e non da una compiaciuta amante del lato b.

Vorrei, caro Ravasio,  un Suo illuminato parere in merito alla vicenda.

Ossequi. Gigipizzi

pietre1

se sei buono, ti tirano le pietre

Caro Gigipizzi. Il problema degli sms è una drammatica attualità sotto gli occhi di tutti. Se vengono cancellati “in toto” la compagna (lettrice occasionale dei suoi messaggi) acuisce il sospetto temendo chissà quali sordide tresche alle sue spalle.

Se vengono cancellati solo quelli in ingresso, la compagna (lettrice occasionale dei suoi messaggi) acuisce il sospetto temendo chissà quali sordide tresche alle sue spalle.

Se non vengono cacellati affatto la compagna (lettrice occasionale dei suoi messaggi) legge solo frammenti e può fraintendere qualsiasi cosa vi sia scritta ed acuisce il sospetto temendo chissà quali sordide tresche alle sue spalle.

Se lei Gigipizzi fracassa il telefono contro un muro portante, la compagna (lettrice occasionale dei suoi messaggi) acuisce il sospetto temendo chissà quali sordide tresche alle sue spalle.

Insomma, come cantava l’alfiere del bel canto “Antoine” : “Tu sei buono ti tirano le pietre, sei cattivo e ti tirano le pietre, ecc, ecc“. Se è vero che in ammore spesso vige la legge del sospetto, il cellulare è senz’altro il padre di tutti i sospetti (ma anche Feisbùk si sta facendo strada). La Fondazione Belinoni Frustalupi tuttavia condanna con decisione l’invasione della giovinetta nella Sua privacy cellularistica senza appello alcuno .

Cio’ non significa che ciò non si possa  fare.. Semplicemente la gestione dei dati personali altrui deve essere effettuata con saggezza, grande senso della misura e in modo non invasivo..

In Fede: Ravasio Belinoni Frustalupi

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