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Lavori difficili e solidarietà

Posted by admin on Oct 2, 2009 in Donne sechisy, Foto sechisy
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da qui sembra tutto bello, ma il lavoro è impegnativo.

Ci sono uomini che sono costretti a lavorare in condizioni disagiate, magari lontani da casa e in posti nei quali fa caldissimo. Non deve essere una bella vita quella dell’amico Gianni che, di lavoro, fa il fotografo e si occupa di produzioni video.

Il tapino è costretto a passare intere settimane a Zanzibar, Formentera, Ibiza, Phuket (posti dove il sole è davvero cocente) e per di più fotografare nugoli di giovinette discinte in pose sechisy in riva al mare (ma anche da altre parti).

Ad esempio : il reportage dal titolo “Nastybeach Ibiza“, lo ha tenuto lontano da casa e dagli affetti per quasi tutto il mese di Agosto circondato da capricciose modelle perennemente seminude.

La Fondazione Frustalupi tutta intende manifestare sincera solidarietà con il povero Gianni per le ardue condizioni di lavoro e per l’impegno profuso nella realizzazione del reportage, del quale Vi diamo un piccolo assaggio.

qui il sito del povero Gianni

 
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La giovinetta “Atrombantica” (L’arte della seduzione lesson number 16)

Colgo l’occasione per pubblicare e rispondere da par mio alla accorata missiva inviatami da una giovinetta ricca di grandi perchè e percome. Eccola:

Pregiatissimo N.H., Illuminator di astruse vicende, Comm. dell’ammmore, Dott. Ravasio Belinoni Frustalupi,
non è senza una certa apprensione che mi rivolgo ad Ella, certa che, oramai, solo lei, quasi novello Faro di Alessandria, potrà rischiarare i marosi in cui mi trovo.
Solo Ella potrà indicarmi la strada, solo Ella, infine, saprà – se vorrà – levare l’orrido onere che giace sul mio cuore, peraltro già oppresso dal push up , le relative imbottiture e la mia terza abbondante.
Mi dica, Lei che tutto sa e ciò che non sa carpisce col Suo ingegno, com’è possibile che io, Mata Selvaggia de Polpettiiis, alla soglia ormai dei 30 anni, sia non accompagnata, sola, abbandonata, sfitta, in una parola, atrombantica.
Non capisco, ove erro?
Sono oppurtunamente decolorata, i miei capelli sono lisci quali miriadi di fili di piombo, i miei tacchi sono perfetti 9 cm (che 8 non slanciano 10 iniziano a far battona); la mia cultura è sconfinata: so far di conto, so ricamare, so degustare vini e non, so scegliere sigari (da fumare), annodare cravatte in un perfetto nodo Lavallière, mi intendo di cinema, musica, e blogghe; le mie guepiere son sempre giustamentamente tese, la mia bocca vermiglia e turgida senza addizioni molecolari.
Mi dica, mi dica, mi dica – ah sospiro affannoso, eiettante un cuscinetto di silicone – ove erro, se erro.
Dovrò mica giungere all’avvilente conclusione che sia il mio glande il problema?!
e dire che mi avevano detto quest’ultimo essere  l’accessorio must have del 2009, per ogni vera bionda decolorata!
Certa del suo pronto conforto,
Le porgo le mie più sentite squisitezze.
In fede,
Polpet, il 23.09.2009

Mata Selvaggia de Polpettiis

ermaGentilissima de Polpettiiis.

Se non avessi letto per intero (e con l’attenzione che merita) la sua lettera, probabilmente Le avrei risposto che :

La sua pervicace condizione di “atrombante”, la sua insistente tendenza all’essere non accompagnata da un gentiluomo, nonostante il suo aspetto (a quando dichiara) sfiziosello ed appetitoso, potrebbe essere ricercata non già nel versante sechisy bensì in quello caratteriale. In buona sostanza : ci sono cospicue possibilità che lei sia una vera e propria scassamaroni. In tal caso, a poco servirebbero le sue arti amatorie e la Sua terza abbondante. Il gentiluomo probabilmente si dissolverà (puntualmente) come mottarello su asfalto d’agosto, una volta che avrà giaciuto con Lei e/o goduto delle gioie dell’amore cosmico e corporale che sarà stata in grado di donare con passione per una, due, max tre occasioni.

Ma io la Sua missiva l’ho letta ingordo fino al punto in cui Lei dichiara : “Dovrò mica giungere all’avvilente conclusione che sia il mio glande il problema?!” . E qui allora tutta la situazione si fa più chiara..

Se lei (cara Mata Selvaggia) è portatrice sana di pene, la sua vicenda è probabilmente già risolta. Si perchè nella coppia moderna la figura maschile si va sempre più rendendo femminea et incerta, pertanto un pene in più in famiglia, soprattutto se corredato da relativo “paio di palle”, non potrà che portare istantaneo, positivo giovamento .

Mi faccia sapere come vanno le cose.

In fede

Ravasio Belinoni Frustalupi

*blogghe = Blog

 
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Il decalogo del provolone su Facebook (L’arte della seduzione lesson number 7)

Posted by admin on Sep 30, 2009 in Arte della seduzione, Donne sechisy

Il gentiluomo del nuovo millenio ha un alleato in più nella sua estenuante ricerca di affascinanti donne con le quali esercitare la propria arte seduttiva e amatoria.

Solo alcuni piccoli consigli per coloro che si avvicinano al “fenomeno social” per intrecciare nuove stimolanti amicizie femminili.

Scegliete una bella foto per il vostro profilo. Nel mio caso lo scatto utilizzato è del compianto fotografo di matrimoni Carmine Maria Busani, ma sono certo che saprete reperire una immagine in grado di valorizzare il vostro viso anche senza Busani.

Siate sempre cortesi ed internazionali ringraziando le giovinette che vi aggiungono ai contatti a prescindere dalla loro latitudine.

Prendetevi a cuore le loro ambasce e siate estremamente disponibili. Una manifestazione di affetto, anche se proveniente da uno sconosciuto, può essere ugualmente gradita.

Essere propositivi aiuta le relazioni sociali, anche una giovinetta sexy che si presenta in bikini nel proprio profilo vive insicurezze e ha necessità di conferme.

Insomma, la mia impressione è che le piccole regole di buona creanza applicabili nella vita quotidiana siano assolutamente valide anche su questo moderno apparato elettronico chiamato Facebook e soprattutto non dobbiamo mai dimenticare che dietro ai faccini dei profili si celano persone in carne ed ossa (e bikini).

A chi mi chiede via e-mail se io sia riuscito a sedurre qualche giovinetta grazie a FB, rispondo : “il gentiluomo non si vanta delle proprie conquiste ma lascia che sia il ricordo delle proprie gesta, conservato dalla giovinetta a imperitura memoria, a parlare di lui”.

Ma del resto, si sa, io sono un uomo d’altri tempi..

In Fede

Ravasio Belinoni Frustalupi

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